In posti dove c'è pochissimo ossigeno—come all'interno del tuo intestino, sul fondo del mare o in tubi pieni di fanghi—alcuni batteri stanno facendo qualcosa di piuttosto incredibile. Invece di usare l'ossigeno per aiutare a elaborare il loro cibo, questi minuscoli organismi spingono effettivamente gli elettroni fuori dal loro corpo, esalando di fatto elettricità. Ora, gli scienziati hanno finalmente capito esattamente come riescono a compiere questo strano trucco, e potrebbe cambiare le regole del gioco per l’energia pulita e per affrontare i cambiamenti climatici. I ricercatori hanno scoperto come i tipici batteri E. coli riescano a sopravvivere senza ossigeno usando una semplice molecola chiamata HNQ. Questo funziona come una piccola navetta, che prende gli elettroni all'interno della cellula e li rilascia all'esterno, grazie all'aiuto di due enzimi basilari. Una volta all'esterno, questi elettroni scorrono su superfici conduttive vicine, trasformando i batteri in batterie viventi e microscopiche. Quello che è ancora più interessante è che questi batteri si adattano rapidamente a questo stile di vita. Quando posizionati su un elettrodo, l'E. coli ha sviluppato rapidamente una mutazione che li renderebbe ancora migliori nel “respirare” elettricità. In esperimenti e modelli al computer, hanno continuato a prosperare inviando elettroni direttamente in queste superfici artificiali. Questa scoperta potrebbe un giorno aiutarci a costruire sistemi in cui batteri alimentati da energia rinnovabile catturano l’anidride carbonica e la convertono in carburanti utili, o aiutano a pulire le acque reflue collegando letteralmente i microrganismi agli impianti di trattamento. Poiché questo processo è così semplice—utilizzando piccole molecole anziché complesse macchine proteiche—potrebbe anche essere molto più comune in natura di quanto pensassimo. Chi avrebbe mai detto che nella lotta contro i cambiamenti climatici alcuni dei nostri migliori partner potrebbero essere questi batteri che “ respirano” l’elettricità?




